Non è tutto BIO, quello che luccica

Ieri sera la prima puntata della trasmissione “Report”
si è dedicata al mercato del Biologico, chiamandosi appunto “Bio Illogico”
Con il solito linguaggio chiaro ed oggettivo, gli spettatori hanno potuto approfondire
quelli che sono i meccanismi di sorveglianza di questo settore, il famoso bollino Bio.
Spesso unico appiglio per rassicurare tenaci consumatori che vorrebbero evitare
di ingoiarsi pesticidi, erbicidici, insetticidi ed il resto del Carlino..
hanno potuto appurare, quanto questo bollino a volte non basti.

Il boom di produttori, di fatturati e di consumatori sempre piu’ alla ricerca
di cibi non contaminati da sostanze oramai ufficialmente note
per essere dannose alla salute umana,
hanno reso ancora piu’ appetibile il mettersi in moto delle truffe.

Nel filmato si parla di biologico “simbolico” dall’Italia,
di biologico che lo diventa partendo dall’India ma che poi triangola dall’Europa,
di biologico coltivato in Romania con metodi convenzionali ma trasformato in biologico
a mezzo di molti escamotage venduti “pacchetto completo” da mediatori agricoli locali con molta esperienza,
fino a trovarci prodotti certificati biologici da evitare anche nel convenzionale, in quanto contenenti ogm e prodotti tossici

Carte e certificazioni che si emettono a tappeto, che seguono tutta la filiera,
per garantire la tracciabilità di prodotti sani.
Questo è quanto tutti noi ci auguriamo succeda nella maggioranza dei casi
perchè se è misurabile il danno economico delle truffe alimentari,
si pensi all’immenso danno di credibilità che viene procurato a tutte le aziende che
quotidianamente seguono i disciplinari biologici, con serietà, impegno e dedizione per la salute.

Nel filmato si parla principalmente di Biologico industriale a cura di grandi gruppi.
Il ritorno all’economia locale e all’agricoltura delle piccole aziende che differenziano le colture
è quanto Movimenti e Associazioni dislocate in ogni parte del mondo,
stanno cercando di sostenere e diffondere come rimedio alla globalizzazione anche del cibo.
Per un controllo dei produttori che passi anche da un rapporto diretto tramite i consumatori,
ad esempio, nella forma dei Gruppi di Acquisto Solidale, si ha bisogno di un ritorno ed un
contatto con il nostro territorio, di stringere patti con i nostri contadini, per una graduale sovranità alimentare.

Puntata visibile al link: http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-af053738-5e57-4bce-9dc6-0773c3f70bfb.html

∼LaLσρ ♣

report

Inlakesh, Thomas

Vedo un altro te, in me.
Questo il significato del saluto Maya che Thomas Torelli rivolge a chi incontra.

Regista, produttore, fotografo, una passione per le immagini ed i documentari.
Una sensibilità che l’ha portato ad interessarsi delle comunità Messicane,
dei disagi legati all’immigrazione, spostando l’obiettivo su fatti di cronaca come l’inchiesta sull’11 settembre 2001, il terremoto in Abruzzo del 2009
e sui moderni malesseri sociali, quali il crescente fenomeno dei bambini con disturbi di attenzione.

Nel 2014 esce con “Un altro mondo” documentario vincitore di vari riconoscimenti tra cui il “Clorofilla Film Festival” di Legambiente.

La conferenza “L’economia della Felicità” a Firenze,
di cui Thomas era relatore, è stata la nostra occasione presa al volo per organizzare una proiezione in sua presenza per domenica scorsa.

Ponte a Elsa ospitati dal Csa Intifada e dopo un BioApericena preparato con prodotti locali, una ottantina tra ammiratori e curiosi si sono radunati per il film che si propone di “cambiare la vostra visione del mondo”.
Una fusione di scienza, antica saggezza dei nativi d’America e filosofia, che
si rincorrono e si intrecciano, si stampano su facce di ogni colore,
trovano ambientazione a ogni latitudine, si fanno raccontare da tante diverse esperienze culturali.
Le voci che tramandano la sapienza di tribali popoli antenati,
trovano risonanza con gli esperimenti sull’acqua nel paese del Sol Levante,
e conferme dimostrabili tramite le teorie della fisica quantistica.
In comune, la necessità di affermare “quanto sia innaturale il senso di separazione che caratterizza il pensiero moderno” ed il bisogno di riaffermare l’interdipendenza fra gli esseri viventi e l’ambiente in cui viviamo.

Chissà se alla fine, il film è riuscito nel suo ambizioso intento,
senza dubbio valorizzare la riscoperta della nostra vera forza
come esseri umani dotati di grandi potenzialità, empatia e spiritualità,
contribuisce a stimolare una crescita personale ed una coscienza critica
necessaria per “Un altro mondo”, uno migliore.

Inlakesh Thomas,
speriamo di averti di nuovo con noi appena sarà pronto il tuo nuovo film
”Food Relovution”

∼LaLσρ ♣