Arpat e le zone contaminate dall’incendio in discarica

L’ARPAT ha pubblicato la mappa delle zone di possibile ricaduta
significativa dei fumi dell’incendio avvenuto nella discarica del Cassero
nei giorni 4 e 5 luglio 2016. La relazione tecnica che la accompagna
illustra i dati ed i criteri che sono stati utilizzati per la sua
definizione.

Al di fuori di tali zone, sulla base delle conoscenze ed esperienze
pregresse, ARPAT ritiene di escludere la possibilità che le deposizioni dei
fumi dell’incendio possano aver prodotto un deposito di diossine e
policlorobifenili diossina simili (PCB DL) sui vegetali a foglia larga,
tali da far superare il livello di azione stabilito dalla raccomandazione
211/516/UE per i prodotti ortofrutticoli e cereali destinati
all’alimentazione umana. Tali limite è pari a 0,3 pg/g (OMS-TEQ 2005) per
le diossine e 0,1 pg/g (OMS-TEQ 2005) per i PCB DL.

La mappa attesta quindi che solo all’interno delle zone colorate sono
possibili eventuali superamenti di tale limite. Pertanto proposte di
provvedimenti cautelativi relativi alle coltivazioni dovrebbero essere
limitate alle zone colorate individuate nella mappa.

ARPAT ha prelevato campioni di fogliame all’interno delle zone individuate,
sui quali sono in corso le analisi di laboratorio, i cui risultati saranno
resi disponibili nei tempi tecnici necessari, stimati in circa una decina
di giorni.

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