Smaltimento rifiuti, il futuro va ripensato

Dall’incendio avvenuto all’interno della discarica del Cassero nel comune di Serravalle Pistoiese sono passate piu’ di tre settimane.
In questo periodo come Associazione abbiamo attentamente seguito l’uscita di ogni notizia sull’argomento
al fine di avere strumenti ed informazioni per una valutazione su quanto accaduto.
Inoltre ci siamo confrontati in incontri pubblici sul territorio, sia alla presenza di Amministratori che attraverso occasioni nate spontanee da gruppi e nascenti comitati locali.
Dopo le ordinanze cautelative ed i comunicati diramati da piu’ Sindaci di quest’area e dopo la chiusura del sito disposto dalla Regione Toscana,
fin dalla prima ora sono apparsi articoli di giornale che sembravano voler tranquillizzare gli abitanti circa i possibili danni ambientali.
L’Azienda Usl Toscana e l’Arpat hanno circoscritto la zona di eventuale ricaduta di sostanze contaminanti
ad un raggio di due chilometri di distanza dal luogo dell’incendio.
Questa misura ha escluso qualsiasi controllo lungo la traiettoria dove invece la colonna di fumo alla diossina si è diretta e infine depositata.
Se il versante che ospita la discarica in gran parte non è stato attraversato dalla nube, i cittadini di Lamporecchio e Larciano in special modo, parlano di aria fortemente maleodorante e densità di fumo che ha perfino fatto interrompere quella notte una gara sportiva per scarsa visibilità.

A tutt’oggi molti punti non sono stati chiariti.
Non sappiamo con esattezza cosa contiene la discarica e quindi quali materiali sono bruciati.
Non sappiamo se l’origine dell’incendio è dolosa oppure se siamo davanti alla seconda autocombustione di questo sito.
Ci sono gravi dubbi sulla trasparenza della gestione e sul funzionamento delle misure di controllo.

In data 28 Luglio insieme ad altri abitanti abbiamo assistito al Consiglio comunale guidato dal Sindaco di Serravalle dove in sostanza
si ribadisce che i referti dell’Arpat “evidenziano una non significativa contaminazione dei vegetali, fieno e cereali” (ricordiamo la pertinenza delle analisi entro il raggio dei 2km dalla discarica)
e si ordina la “revoca dei provvedimenti restrittivi” tornando di fatto ad una sorta di normalità pre-incendio.
Non possiamo ignorare gli interventi della serata dove però si è ammesso che la ‘catastrofe’ è stata sfiorata grazie al vento che soffiava in direzione contraria all’abitato.

L’ Associazione Bio-Distretto del Montalbano, davanti alla volontà Comunale piu’ volte espressa di riconfermare la riapertura di questa discarica
ed appena appresa l’autorizzazione della Regione per la parziale riapertura del sito a partire da lunedì 1 Agosto (periodo piu’ favorevole alla vacanze estive che all’organizzazione di proteste)
non puo’ che dichiararsi contraria ed estremamente preoccupata per la salute umana ed ambientale, nonchè per il danno economico/d’immagine che ne deriva al nostro territorio
costellato da attività legate all’agricoltura, all’ospitalità in agriturismi, alla mobilità sostenibile attraverso i sentieri
e certo non ultimo, oggetto per la nostra Associazione di un ambizioso progetto che punta alla promozione e vocazione verso una visione d’insieme naturale.

Vorremmo sollecitare gli Amministratori verso un’urgenza inevitabile che ci spinge tutti a dover affrontare la questione dei rifiuti alla luce di altre conoscenze rispetto agli anni Novanta,
considerando due piani di discussione:
– la nocività ed il rischio di malattie a cui gli abitanti in queste aree sono esposti
– la volontà usufruendo di tutti i mezzi e le collaborazioni possibili, di lavorare per metter in campo tutte le buone pratiche che ci portino a raggiungere concretamente l’obiettivo del –rifiuto zero-

La salvaguardia della salute pubblica dovrebbe essere il primo obiettivo di ogni Sindaco in qualità di primo cittadino
per cui confidiamo in un ravvisamento che produca azioni in tale senso, ovvero LA DISCARICA NON DEVE ESSERE RIAPERTA.

Comunicato stampa pubblicato su LineeFuture e GoNews

∼LaLσρ ♣

cassero

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